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	<title>I.S.S.P.T Palermo</title>
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	<description>Istituto Siciliano di Studi Patristici Tardoantichi</description>
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		<title>«La salvezza. Relazioni fra pagani e cristiani nella tarda antichità». Un nuovo volume su un tema di straordinaria attualità</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Apr 2021 23:04:23 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Articolo di presentazione del volume su https://patristics.it/2021/02/01/salvezza/ La drammatica crisi sanitaria e sociale che attraversiamo ormai da quasi un anno sta facendo emergere in tutta la loro forza questioni fondamentali per chiunque, ma che la routine e il ritmo frenetico della vita quotidiana, a cui eravamo ormai abituati in Occidente, tendeva ormai a farci dimenticare. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><a href="http://www.isspt.it/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-04-17-alle-01.08.13.png" rel="prettyPhoto[1485]" class="prettyPhotoImg" ><img class="wp-image-1489 alignleft" title="schermata-2021-04-17-alle-01-08-13" src="http://www.isspt.it/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-04-17-alle-01.08.13.png" alt="" width="301" height="435" /></a></h3>
<h3>Articolo di presentazione del volume su <a href="https://patristics.it/2021/02/01/salvezza/">https://patristics.it/2021/02/01/salvezza/</a></h3>
<p>La drammatica crisi sanitaria e sociale che attraversiamo ormai da quasi un anno sta facendo emergere in tutta la loro forza questioni fondamentali per chiunque, ma che la <em>routine</em> e il ritmo frenetico della vita quotidiana, a cui eravamo ormai abituati in Occidente, tendeva ormai a farci dimenticare. Dinanzi agli eventi ineluttabili della malattia e della morte, come si salva l’essere umano? E che cos’è davvero la salvezza? Come la si raggiunge? Chi è colui che ci salva? E i diritti della vita dello spirito sono forse in contrasto con quelli del corpo? Che cosa possiamo riscoprire attraverso la lettura e la conoscenza meditata di quell’immenso tesoro spirituale che ci viene dal mondo mediterraneo antico, e in particolare dalla Parola contenuta nel Nuovo Testamento e negli scritti dei Padri della Chiesa?</p>
<p>Il nuovo volume <strong><a href="https://www.cittanuova.it/libri/9788831149624/la-salvezza/">La salvezza. Relazioni fra pagani e cristiani nella tarda antichità</a></strong>, a cura di Vincenzo Lombino e Arianna Rotondo (collana Ho Theologos), Roma, Città Nuova, 2020, costituisce un’opera di straordinario interesse per tutti coloro che si interrogano su queste e altre decisive questioni. Per una presentazione dell’opera, lasciamo qui la parola alla prof. Arianna Rotondo, che insegna Storia del Cristianesimo all’Università di Catania.</p>
<div></div>
<h2><em>Un nuovo volume sul tema della salvezza nell’antichità</em></h2>
<p>La salvezza è un tema di fondamentale importanza negli scritti cristiani dei primi secoli; eppure nessuno dei teologi della Chiesa antica ha dedicato ad esso una specifica trattazione. Resta il fatto che la salvezza è una questione che ritorna costantemente nel corso dei secoli, confermandosi un tema battuto anche nel dibattito teologico attuale, come dimostrano i convegni organizzati dall’Associazione Teologica Italiana, che nel tempo ha dato spazio alla comparazione del tema salvifico nelle varie religioni fino al confronto della visione cristiana della salvezza con le ideologie forti della società moderna. Nell’ambito degli studi patristici alcuni volumi importanti sono stati pubblicati sull’argomento, anche di recente, concentrando la riflessione sia sul <em>quid</em> della salvezza nei Padri della Chiesa sia sui <em>modelli</em> soteriologici da loro adottati (la salvezza come liberazione dal peccato, come vittoria sul male e come divinizzazione). Ricordiamo pure l’incontro annuale di studi patristici del 2005, che l’Istituto Patristico “Augustinianum” di Roma ha dedicato proprio al tema della salvezza, secondo la duplice prospettiva pagana e cristiana (gli atti del Convegno sono poi apparsi in un poderoso volume nel 2006).</p>
<p>Il volume che oggi presento tiene conto di questo percorso storiografico e dei suoi risultati migliori e vuol essere un’opera che intende aggiungere alla riflessione su un tema così complesso nella patristica anche le preziose acquisizioni che vengono dagli studi sulla tarda antichità. Mi riferisco all’ormai superata visione conflittuale dei rapporti fra gruppi, pagani e cristiani nel nostro caso, nella società tardoantica, a favore di una prospettiva più fluida e dinamica che ci permette di parlare più propriamente di relazioni. Premesso ciò, la domanda di ricerca che ha sollecitato gli studiosi coinvolti in questo lavoro collettaneo riguarda la possibilità di verificare se nell’antichità la questione della salvezza abbia rappresentato, e in che termini, un terreno di confronto fra pagani e cristiani tale da prevedere anche convergenze.</p>
<h2><em>Il concetto di ‘salvezza’ nel Nuovo Testamento e negli scritti dei Padri apostolici</em></h2>
<p>Claudio Moreschini avvia autorevolmente questo percorso, offrendo <em>un’ampia panoramica sui significati che il concetto di ‘salvezza’ ha assunto nel Nuovo Testamento e negli scritti dei padri apostolici</em>, in discontinuità con la tradizione giudaica e con quella greca e dei culti misterici. La salvezza riguarda l’intimo rapporto dell’uomo con Dio ed è proiettata in una dimensione futura. Il <em>kerygma</em> cristiano conosce presto una dottrina sulla salvezza, caratterizzata da correnti di pensiero discordi. La questione centrale riguarda la possibilità di congiungere o disgiungere la salvezza dell’anima da quella del corpo. Se Tertulliano difende la salvezza del corpo, riscattando l’intrinseca dignità della carne, Giustino e Taziano in Oriente e Arnobio in Occidente si pongono sul versante opposto, sostenendo la dissoluzione dell’anima non meritevole di salvezza. Moreschini mostra quanto la rivelazione di Ermete Trismegisto fosse, fra le correnti filosofico-religiose, la più vicina al cristianesimo nell’immaginare la salvezza e la dannazione sia per l’anima sia per il corpo dell’uomo, al punto da essere considerata un’anticipazione della rivelazione divina.</p>
<h2><em>La soteriologia medica di Eusebio di Cesarea</em></h2>
<p>Da questa grande panoramica lo sguardo passa poi ad autori e questioni di speciale interesse. Vincenzo Lombino propone uno studio sulla soteriologia medica di Eusebio di Cesarea, rappresentativa di un’epoca di transizione. Attraverso il trattamento della metafora di Cristo medico, Eusebio testimonia quanto la soteriologia rappresenti un focus importante della teologia patristica. Il saggio di Lombino offre un repertorio di testi relativi non solo alla metafora di Cristo medico, ma anche a quella di Cristo balsamo. Ancora la simbolica patristica connessa al tema della salvezza viene chiamata in causa nel contributo di Calogero Cerami, che attraverso la <em>tabula naufragii</em> ricorrente nell’<em>Odissea</em> di Omero, ricostruisce il percorso letterario dell’immagine della nave della chiesa costruita col legno della croce. Gerolamo, in particolare, nelle sue lettere evoca questa immagine e riferendosi al tema del naufragio non può non ricorrere al modello classico delle avventure di Odisseo. Cerami offre uno spaccato della storia letteraria della <em>tabula</em>, grazie a copiosi richiami omerici che rappresentano il modello classico seguito da Gerolamo in molte sue lettere e in particolare nell’Apologia contro Rufino, dove parla del suo viaggio da Roma a Betlemme.</p>
<h2><em>La venuta ‘recente’ del Salvatore: un corposo dossier ripercorre le obiezioni pagane e le risposte cristiane</em></h2>
<p>Una delle obiezioni che oppose cristiani e pagani, tra II e V secolo, riguardava il tempo dell’incarnazione di Cristo Salvatore ed era sintetizzata dalla formula <em>cum tam sero? </em>La permanenza di Cristo sulla terra è reputata dai pagani un evento troppo recente rispetto alla totalità della storia umana e tardivo rispetto alla universalità riconosciutagli dalle Scritture cristiane. L’obiezione compare già nell’<em>Epistola a Diogneto</em> ed è sfruttata dagli avversari del cristianesimo come Celso, Porfirio e Giuliano, i cui argomenti sono registrati dalle fonti cristiane. Emanuele Di Santo,proponendo un corposo dossier di testi di Origene, Arnobio, Eusebio di Cesarea, Ambrosiaster, Girolamo, Agostino e altri ancora, offre una rigorosa ricostruzione di questo dibattito, contemplando anche le risposte da parte cristiana a questa obiezione, dietro la quale si giocava la difficile questione della universalità della salvezza e delle sue modalità di attuazione.</p>
<h2><em>Il tema della salvezza di Cristo nel </em>corpus macarianum <em>e in alcuni testi del IV secolo</em></h2>
<p>Il saggio di Francesco Aleo ci consente di cambiare scenario e di portarci in ambito monastico, grazie al <em>Corpus macarianum</em> attribuito allo Pseudo Macario Egizio, ignoto monaco, che medita il dato della salvezza di Cristo proponendolo come “direzione spirituale”. Obiettivo dell’anziano è disciplinare e unificare i pensieri del singolo asceta verso lo scopo ultimo che è realizzare l’inabitazione personale dello Spirito Santo nell’anima. In questa visione la salvezzadi Cristo è una mèta che compare sempre alla fine di un cammino, ma né il battesimo, né la Scrittura, né l’assenza di passioni conducono ad essa, solo la speranza di essere salvati da Dio Padre per mezzo della passione, morte e risurrezione del Figlio.</p>
<p>Ritorna ad un confronto fra spiritualità tardoantica pagana e cristiana Rosario Pollina, che mostra un sostrato comune di concezioni, seppur variamente declinate, attraverso la lettura parallela dell’<em>Epistula</em> <em>ad Marcellam</em> di Porfirio e <em>Sulla lettera Omega</em> dell’alchimista Zosimo di Panopoli. Entrambi i testi del IV secolo d.C. contengono una proposta di salvezza: concorrente al cristianesimo quella del neoplatonico Porfirio, suggestionata dal docetismo, dallo gnosticismo e dall’ermetismo quella dello scolarca Zosimo. Una convergenza si evidenzia invece nella comune condanna dell’ateismo e dell’empietà.</p>
<h2><em>Agostino e la soteriologia</em></h2>
<p>Non poteva certamente mancare uno sguardo ad Agostino e alla sua soteriologia. Vittorino Grossi ci conduce in questo percorso, cominciando col tema delle <em>passiones</em> e della redenzione tramite una rilettura del libro XIV del <em>De civitate Dei</em>. La passione come costume disordinato è un vizio che si annida nella volontà e per tale motivo è sanabile. Se la volontà rende l’uomo degno di salvezza o di dannazione, tuttavia solo la grazia di Cristo può sanare la volontà umana. Il tema della <em>salus</em> è trattato ricorrendo invece alle ultime spiegazioni agostiniane su <em>1 Tm</em> 2,4 («Dio vuole che tutti gli uomini siano salvi»). Completa questo quadro un approfondimento sulla terminologia di Agostino sul libero arbitrio e la <em>voluntas</em>, sulla concezione di salvezza universale e sulla connessione tra soteriologia e antropologia agostiniane.</p>
<h2>Salus <em>e</em> salutaris<em> nel </em>Codice Teodosiano</h2>
<p>Il percorso continua spostandosi sul piano giuridico, grazie ad Angelo Di Berardino che prende in considerazione due aspetti connessi al problema “salvezza” nel Codice Teodosiano: il lessico salvifico presente nel Codice, attraverso una ricognizione dei termini <em>salus</em> e <em>salutaris</em> con l’indicazione di alcune leggi importanti; e il tempo, inteso come spazio temporale regolato dal legislatore. Una certa visione cristiana della salvezza emerge da molti passaggi del Codice, ma soprattutto dalla creazione e dal significato delle <em>provinciae salutares</em>, che attestano come la politica imperiale attingesse alla fonte della teologia cristiana della salvezza. Ma è pur vero che per i cristiani la salvezza si realizza nel tempo. La legislazione teodosiana registra una serie di provvedimenti nell’organizzazione del tempo pubblico a favore della vita liturgica ed etica dei cristiani, perché il cittadino dell’impero possa godere meglio dei mezzi salvifici approntati nella e dalla Chiesa. Da questa ricostruzione emerge la volontà imperiale, nel IV secolo, di aiutare fattivamente i cristiani a vivere la loro fede in vista della salvezza.</p>
<h2><em>Commenti patristici all’Ecclesiaste</em></h2>
<p>Chiude il volume il saggio di Françoise Vinel, che partendo dal rinnovato interesse per il libro dell’<em>Ecclesiaste</em>, mostra come la rilettura patristica di questo testo, e più in generale della trilogia salomonica (Proverbi, Ecclesiaste, Cantico), ne abbia rivelato un interesse soteriologico molto importante, considerandolo come una tappa decisiva dell’annuncio di salvezza e del modo in cui prepararsi ad essa. La studiosa propone un dossier di commenti patristici all’<em>Ecclesiaste</em> che fa emergere quanto, nel IV secolo soprattutto, i libri sapienziali rappresentassero un ponte, un’occasione di dialogo con la cultura profana e le sue rappresentazioni del mondo. Un approfondimento sull’esegesi monastica dell’<em>Ecclesiaste</em>, ricorrendo alle interpretazioni di Evagrio Pontico, mostra la convinzione che la vita “gnostica” è l’unica via di salvezza, cioè la vita del monaco trova la sua gioia <em>salutare</em> in una rottura radicale con la vita del mondo.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Riforme e comunità testuali nel cristianesimo dei primi secoli. Maestri e testi (7-8 marzo 2019)</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Apr 2019 22:29:31 +0000</pubDate>
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		<title>Modelli di riforma nella tradizione giudaico-cristiana (1 dicembre 2017)</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Dec 2017 22:21:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#160; Alcuni momenti del Seminario di studi dell&#8217; 1 dicembre 2017 su Modelli di riforma nella tradizione giudaico-cristiana. Maestri e testi presso la Facoltà Teologica di Sicilia (Palermo).   &#160;   Saluti di S.E.R. Mons. Corrado Lorefice, Arcivescovo di Palermo, e presentazione del convegno del Prof. Vincenzo Lombino   I sessione: Riforme e didaskaloi. Modera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<address>Alcuni momenti del Seminario di studi dell&#8217; <strong>1 dicembre 2017</strong> su <em></em><strong><em>Modelli di riforma nella tradizione giudaico-cristiana. Maestri e testi</em></strong></address>
<address>presso la Facoltà Teologica di Sicilia (Palermo).</address>
<address> </address>
<p>&nbsp;</p>
<address><a href="http://www.isspt.it/wp-content/uploads/2017/12/IMG-7531.jpg" rel="prettyPhoto[1239]" class="prettyPhotoImg" ><img class="alignnone size-medium wp-image-1243" title="img-7531" src="http://www.isspt.it/wp-content/uploads/2017/12/IMG-7531-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a> </address>
<p>Saluti di S.E.R. Mons. Corrado Lorefice, Arcivescovo di Palermo, e presentazione del convegno del Prof. Vincenzo Lombino</p>
<address> </address>
<address><a href="http://www.isspt.it/wp-content/uploads/2017/12/IMG-7532.jpg" rel="prettyPhoto[1239]" class="prettyPhotoImg" ><img class="alignnone size-medium wp-image-1242" title="img-7532" src="http://www.isspt.it/wp-content/uploads/2017/12/IMG-7532-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></address>
<p>I sessione: <em>Riforme e didaskaloi</em>. Modera Roberto Alciati (Univ. di Firenze). Relazioni di Luciana Pepi (Univ. di Palermo) e Vincenzo Lombino (Fac. Teologica di Sicilia)</p>
<address><a href="http://www.isspt.it/wp-content/uploads/2017/12/IMG-7534.jpg" rel="prettyPhoto[1239]" class="prettyPhotoImg" ><img class="alignnone size-medium wp-image-1241" title="img-7534" src="http://www.isspt.it/wp-content/uploads/2017/12/IMG-7534-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></address>
<p>II sessione. <em>Riforme e interpretazioni della fede nella Chiesa antica.</em> Modera Roberto Osculati (Univ. di Catania). Relazioni di Vittorino Grossi (Augustinianum, Roma) e Roberto Alciati (Univ. di Firenze)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.isspt.it/wp-content/uploads/2017/12/unnamed.jpg" rel="prettyPhoto[1239]" class="prettyPhotoImg" ><img class="alignnone  wp-image-1248" title="unnamed" src="http://www.isspt.it/wp-content/uploads/2017/12/unnamed-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p>Saluti finali. Da sinistra: Emanuele di Santo, Roberto Osculati, Roberto Alciati, Arianna Rotondo, Vincenzo Lombino, Valeria Trapani, Luciana Pepi, Francesca Massara, Francesco Lomanto (Preside della Fac. Teologica di Sicilia), Vittorino Grossi, Filippo Cucinotta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Concluse le due giornate di studi di Patristica</title>
		<link>http://www.isspt.it/concluse-le-due-giornate-di-studi-di-patristica/</link>
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		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 11:04:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si sono concluse le due giornate di studi di Patristica S.E.R. Monsignor Salvatore Di Cristina, Arcivescovo di Monreale: “E’ importante riscoprire un nuovo modo di presentare il Cristianesimo” PALERMO  – «L’apologia nel mondo latino» è stato il tema della terza sessione dei lavori del II convegno internazionale di studi di Patristica “Apologetica in John Henry Newman e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="center"><strong><a href="http://www.isspt.it/wp-content/uploads/2011/11/apologetica-foto5.jpg" rel="prettyPhoto[293]" class="prettyPhotoImg" ><img class=" wp-image-484 alignleft" style="margin: 5px;" title="apologetica-foto5" src="http://www.isspt.it/wp-content/uploads/2011/11/apologetica-foto5-300x222.jpg" alt="" /></a>Si sono concluse le due giornate </strong><strong>di studi di Patristica<br />
</strong><strong>S.E.R. Monsignor Salvatore Di Cristina, Arcivescovo di Monreale:<br />
</strong><strong><em>“E’ importante riscoprire un nuovo modo di presentare il Cristianesimo”</em></strong></p>
<p><strong>PALERMO<em> </em> </strong>– <strong>«L’apologia nel mondo latino» è stato il tema della terza sessione dei lavori</strong> del II convegno internazionale di studi di Patristica <em><span style="text-decoration: underline;">“<strong>Apologetica in John Henry Newman e nei padri del IV e V Secolo”</strong></span><strong>,</strong></em><strong> che si è appena conclusa </strong>nell’aula magna della Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia <strong>«San Giovanni Evangelista» </strong>di Palermo. Moderatore del convegno, Pierre Maraval, dell’Università di Paris-IV Sorbonne.</p>
<p><strong><em>«</em></strong><em>E’ importante riscoprire un nuovo modo di presentare il Cristianesimo. Il convegno tocca un argomento di attualità. Il IV e V secolo è simile a quello che stiamo vivendo oggi. Il primo a parlare di Apologetica in termini moderni è stato Giovanni Paolo II</em><strong>».</strong><em> </em>Lo ha dichiarato<strong> </strong>S.E.R. Monsignor <strong>Salvatore Di Cristina</strong>, Arcivescovo di Monreale.<em></em></p>
<p><strong><a href="http://www.isspt.it/wp-content/uploads/2011/11/apologetica-foto6.jpg" rel="prettyPhoto[293]" class="prettyPhotoImg" ><img class="alignright  wp-image-485" style="margin: 5px;" title="apologetica-foto6" src="http://www.isspt.it/wp-content/uploads/2011/11/apologetica-foto6-300x218.jpg" alt="" /></a>Vincenzo Messana</strong><strong>, Presidente dell’Istituto Siciliano di Studi Patristici e Tardoantichi J.H. Newman e docente in storia romana presso l’Università di Palermo ha affermato: <em>«L’Apologetica del mondo antico e tardo antico è stata studiata quasi esclusivamente in relazione ai primi tre secoli dell’Impero, ma non adeguatamente per quanto riguarda i secoli IV e V. Questo convegno pone un altro tema e lo affronta e cioè quello di studiare la dimensione culturale che in Newman hanno avuto i padri della chiesa</em>»<em>. </em></strong><strong><em></em></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.isspt.it/wp-content/uploads/2011/11/apologetica-foto7.jpg" rel="prettyPhoto[293]" class="prettyPhotoImg" ><img class="alignleft  wp-image-486" style="margin: 5px;" title="apologetica-foto7" src="http://www.isspt.it/wp-content/uploads/2011/11/apologetica-foto7-300x204.jpg" alt="" /></a>Claudio Moreschini</strong>, dell’Università di Pisa ha detto: <strong><em>«</em></strong><em>A partire dalla metà del quarto secolo la diversa situazione sociale sviluppa una apologetica di tipo nuovo. Essa è rivolta ad una società cristianizzata: tale cristianizzazione spesso è solo superficiale, ma comunque a partire da Costantino il culto cristiano si avvia a diventare l’unico lecito. Scompare così la difesa della nuova religione dalle accuse più infamanti, mentre appare necessario avere una risposta decisiva di fronte alle critiche dei pagani di media cultura, dei cristiani non del tutto convinti, degli Ebrei e degli eretici. Inoltre si conserva, e si approfondisce la difesa dalle accuse degli intellettuali pagani, che compiono il più grande sforzo in questo senso<strong>».</strong></em></p>
<p><strong>Nel corso del convegno sono intervenuti tra gli altri: Emanuele Di Santo</strong><strong>, dell’Istituto teologico “San Tommaso” di Messina; Michele Cutino</strong><strong>, Institut d’Etudes Augustiniennes di Paris; Calogero Cerami</strong><strong>, della Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia; Chiara Tommasi Moreschini</strong><strong>; Università di Pisa; Giuseppe Di Corrado</strong><strong> e Vittorio Rizzone,</strong><strong> Studio Teologico “San Paolo” di Catania; Vincenzo Osculati, </strong><strong>Università di Catania.  </strong><strong></strong></p>
<p align="right">L’addetto  stampa<br />
<strong><em>Mariella Quinci</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Convegno di Patristica sull’Apologetica Cristiana</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Nov 2011 09:02:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Palermo  – Si è aperto stamattina alle ore 09.30 nell’aula magna della Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia «San Giovanni Evangelista» di Palermo, il II convegno internazionale di studi di Patristica “Apologetica in John Henry Newman e nei padri del IV e V Secolo&#8221;, l’iniziativa della Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia e dell’Istituto Siciliano di Studi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;" align="center"><strong><a href="http://www.isspt.it/wp-content/uploads/2011/11/apologetica-foto1.jpg" rel="prettyPhoto[291]" class="prettyPhotoImg" ><img class=" wp-image-476 alignright" style="margin: 5px;" title="apologetica-foto1" src="http://www.isspt.it/wp-content/uploads/2011/11/apologetica-foto1-300x207.jpg" alt="" /></a><a href="http://www.isspt.it/wp-content/uploads/2011/11/apologetica-foto8.jpg" rel="prettyPhoto[291]" class="prettyPhotoImg" ><img class=" wp-image-493 alignleft" style="margin: 5px;" title="apologetica-foto8" src="http://www.isspt.it/wp-content/uploads/2011/11/apologetica-foto8.jpg" alt="" /></a></strong></p>
<p style="text-align: left;" align="center"><strong>Palermo<em> </em> </strong>– Si è aperto stamattina alle ore 09.30 nell’aula magna della Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia <strong>«San Giovanni Evangelista» </strong>di Palermo, il II convegno internazionale di studi di Patristica <em><span style="text-decoration: underline;">“<strong>Apologetica in John Henry Newman e nei padri del IV e V Secolo&#8221;,</strong></span></em><strong> l’iniziativa </strong>della <strong>Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia e dell’Istituto Siciliano di Studi Patristici e Tardoantichi «J.H. Newman». I lavori sono stati aperti dal coordinatore don Vincenzo Lombino</strong><strong>, docente di Patristica presso la Pontificia Facoltà Teologica.</strong></p>
<p>Il tema dell’Apologetica cristiana dei secoli IV e V, ovvero quella produzione letteraria e teologica che presentava la fede cristiana ai popoli del vasto impero romano, sarà argomento di discussione nelle varie sessioni di lavoro.</p>
<p><strong>«</strong><em>Il pensiero di Newman &#8211; ha detto <strong>Ian Ker</strong>, docente all’Università di Oxford &#8211; è dunque profondamente scritturale e patristico, il che lo inserisce a pieno titolo nell’ambito della teologia post-Vaticano II, che tende a tornare alle fonti della tradizione e, contemporaneamente, a stabilire un dialogo ecumenico con gli altri Cristiani</em><strong>»</strong><em>.</em></p>
<p><img class=" wp-image-479 alignright" style="margin: 5px;" title="apologetica-foto2" src="http://www.isspt.it/wp-content/uploads/2011/11/apologetica-foto2-300x190.jpg" alt="" /></p>
<p><strong>Jean Stern</strong><strong>, della Pontificia Università Urbaniana di Roma, ha dichiarato: «</strong><em>L’apologetica del beato J.H. Newman per la Chiesa era fondata sull’itinerario che lo condusse da un anglicanesimo di tipo protestante all’anglo-cattolicesimo e poi alla Chiesa cattolica nel 1845. In quest’ultima tappa, che cominciò nel 1839, lo studio dei Padri del quarto e del quinto secolo ebbe un’influenza determinante. Scoprì che il suo modo di ragionare nella polemica anti-cattolica, anti-tridentina, era simile al modo di ragionare dei semi-ariani e dei monofisiti</em><strong>»</strong><em>.</em></p>
<p><a href="http://www.isspt.it/wp-content/uploads/2011/11/apologetica-foto4.jpg" rel="prettyPhoto[291]" class="prettyPhotoImg" ><img class=" wp-image-477 alignleft" style="margin: 5px;" title="apologetica-foto4" src="http://www.isspt.it/wp-content/uploads/2011/11/apologetica-foto4-300x199.jpg" alt="" /></a>La II Sessione dei lavori: <span style="text-decoration: underline;">L’apologetica nel mondo greco</span> è stata moderata da S.E.R. Monsignor <strong>Salvatore Di Cristina</strong>, Arcivescovo di Monreale.</p>
<p>La relazione introduttiva: <span style="text-decoration: underline;">Una nuova apologetica</span> è stata presentata da <strong>Claudio Moreschini</strong>, dell’Università di Pisa. <strong><em>«</em></strong><em>Se il titolo di Apologetica come genere letterario è stato recentemente messo in discussione (ad esempio da Bernard Pouderon), in quanto i cristiani non volevano ‘scusarsi’ da alcuna colpa, è certo che esso possiede una sua utilità, se prendiamo in considerazione soprattutto quello che è essenziale in essa: la polemica con coloro che non erano cristiani e la proposizione della vera dottrina<strong>»</strong>.</em></p>
<p><strong>Pierre Maraval, </strong>dell’Università di Paris-IV Sorbonne<strong> </strong>ha approfondito il tema <span style="text-decoration: underline;">Costantino apologeta</span><em>.</em></p>
<p><strong><em>«</em></strong><em>Diventato cristiano, Costantino ha pensato che il suo dovere era di “presentare a tutti la vera religione”. L’ha fatto nelle sue lettere e nei discorsi che pronunziava davanti un pubblico invitato a udirli. La sua apologetica comporta degli elementi classici &#8211; critica del politeismo, dimostrazione del Dio unico e dell’opera della Provvidenza nella creazione e la salvezza &#8211; e degli elementi più personali &#8211; il cristianesimo come dottrina di saggezza insegnata dal Cristo. Utilizza poco la Scrittura, ma piuttosto argomenti filosofici e profezie pagane<strong>»</strong></em>.<strong> </strong></p>
<p>I<strong> </strong>lavori del convegno, continueranno nella giornata di domani (sabato).</p>
<p><strong> </strong></p>
<p align="right">L’addetto  stampa<br />
<strong><em>Mariella Quinci</em></strong></p>
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		<title>Convegno “Vescovi, Sicilia, Mediterraneo nella tarda antichità”.</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Oct 2010 07:33:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Venerdì 29 dalle 09:30 alle 19:00 e sabato 30 ottobre dalle 09:30 alle 13:00, presso l’Aula Magna della Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia “S. Giovanni Evangelista”, si svolgerà il Convegno Internazionale di Studi “Vescovi, Sicilia, Mediterraneo nella tarda antichità”. L’incontro si propone come sede privilegiata per centrare l’attenzione su un tema di particolare interesse nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.isspt.it/wp-content/uploads/2010/10/lombino-loca.jpg" rel="prettyPhoto[1]" class="prettyPhotoImg" ><img class=" wp-image-458 alignleft" style="margin: 5px;" title="lombino-loca" src="http://www.isspt.it/wp-content/uploads/2010/10/lombino-loca-300x194.jpg" alt="" /></a>Venerdì 29 dalle 09:30 alle 19:00 e sabato 30 ottobre dalle 09:30 alle 13:00, presso l’Aula Magna della Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia “S. Giovanni Evangelista”, si svolgerà il Convegno Internazionale di Studi “Vescovi, Sicilia, Mediterraneo nella tarda antichità”.</p>
<p>L’incontro si propone come sede privilegiata per centrare l’attenzione su un tema di particolare interesse nel campo degli studi sulla diffusione del cristianesimo nel periodo tardo antico e alto medievale. Il dibattito affronterà linee, contesti e personaggi in movimento nell’area mediterranea, con particolare attenzione alla Sicilia.</p>
<p><a href="http://www.isspt.it/eventsarchive/vescovi-sicilia-mediterraneo-nella-tarda-antichita/">Vai alla pagina dell&#8217;evento</a></p>
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